Psicoterapia familiare


“La crescita di ognuno tra indivdualità e appartenenza”


Le famiglie di oggi sono cambiate: il modo di stabilire legami, le regole di comportamento e le aspettative tra genitori e figli sono ben diverse da quelle di 30 o 40 anni fa. Basti pensare che mentre negli anni ’60-’70 le relazioni familiari si basavano su presupposti più “tradizionalisti” dando stabilità, e a volte, rigidità ai legami, oggi si verifica il fenomeno opposto, ossia quello che in sociologia viene definita “società liquida”. In altre parole mentre oggi si è conquistata una maggiore autonomia (dei figli) e un rapporto apparentemente più rilassato (si sente spesso parlare di “genitori-amici”) si lasciano sullo sfondo quei legami che danno un senso di sana appartenenza e durevolezza nel tempo. Su queste basi è importante inquadrare le problematiche che ogni famiglia porta, diverse quante sono le famiglie stesse che chiedono aiuto. 

Bisogna ricordare a tal proposito che seocondo la Gestalt Therapy già la richiesta di aiuto, e quindi l’inserimento di un “estraneo” nel nucleo familiare, è un gesto di fiducia che va apprezzato e rimanda ad una spinta evolutiva che ogni membro della famiglia, più o meno consapevole, vuole attuare. I motivi più frequenti di una richiesta di aiuto sono la sofferenza di un membro (per esempio depresso o con problemi scolastici), problematiche di coppia che incidono su tutto il sistema famiglia, la difficoltà a gestire una normale fase di crescita durante l’adolescenza e così via. Di qualsiasi caso si tratti è molto importante riconoscersi (come famiglia) il tentativo di crescere e cambiare trmite un intervento “esterno”. Sintomo come “cura” Sembra paradossale eppure se una famiglia decide di venire in terapia è spesso, come abbiamo detto, per il “sintomo” di una persona. Tale persona, in modo più o meno consapevole, si fa portavoce del disagio di tutta la famiglia che non trova parole o altri mezzi per essere esplicitato. Diventa allora prezioso il sintomo poiché è la scintilla che permette alla famiglia di mettersi in gioco, di rischiare nuove strade insieme per superare i periodi di empasse. E’ interessante come la parola “ferita” e “feritoia” abbiano la stessa radice etimologica, cioè la possibilità di vedere qualcosa (di sé e dell’altro) che altrimenti sarebbe rimasta nascosta. Vedere il ”nuovo” (prima in ombra), accoglierlo e scoprire come può contribuire al futuro della famiglia, è percorso irrinunciabile per trovare quel delicato equilibrio tra lo “stare tutti insieme” e “definirsi come individuo nel mondo”. 


Come funziona 

Di solito gli incontri familiari prevedono una cadenza quindicinale (due volte al mese), cercando di coinvolgere tutti i membri, con la loro presenza fisica, le loro storie, i punti di vista sulle problematiche che via via emergono durante gli incontri. Fedele ai concetti della Gestalt Therapy si cerca di indivduare il problema e risolverlo sia dal punto di vista della comunicazione verbale (cosa dico, perché voglio o mi aspetto certe cose ecc.), sia di quella non-verbale mettendo in gioco il modo in cui i corpi organizzano il sistema famiglia (vicinanza-lontananza; sguardi, posture e il come si comunicano i contenuti verbali).


La V.I.T. (Video Intervention Therapy) come ulteriore supporto 

Con l’accordo della famiglia si può interevenire in modo ancor più rapido ed efficace attraverso la V.I.T. una tecnica di videoregistrazione. La famiglia può fare un video di alcuni minuti in una situazione tipica che accade in famiglia (compiti a casa, pasti ecc.) senza che il terapeuta venga a casa. In terapia si potranno estrapolare i passaggi più significativi che richiamano alle tipiche modalità dello stare insieme e quali cambiamenti apportare grazie al contributo creativo e spontaneo di ogni membro.